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CTM-Altromercato

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Features
19.10.2005 Per la prima volta anche il movimento mondiale del commercio equo e solidale, ha deciso di fare lobby insieme per spingere i negoziatori dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) a tenere presenti, in vista di Hong Kong, le voci dei contadini e degli artigiani più poveri del pianeta. Secondo gli estensori del documento, non è possibile, e la storia lo dimostra, che un paese possa svilupparsi unicamente attraverso il commercio internazionale. Per questo la liberalizzazione che vuole la Wto non è un'opportunità per lo sviluppo dei paesi del Sud, ma ciò che lo impedirà. Sono molte e proposte avanzate all'interno del documento "Fair trade rules": agricoltura, materie prime, prodotti industriali, trattamento speciale e differenziato. Per ognuna, le organizzazioni del commercio equo chiedono che vengano posti al centro dei negoziati i diritti delle popolazioni dei paesi del Sud.
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Image: © OXFAM
attività botteghe - da Altromercato.it
18.10.2005 Dopo l'inclusione nel circuito del commercio equo della Nestlè, il Consorzio Ctm Altromercato ha scritto una lettera aperta per condividere alcune considerazioni e la distinzione di due modelli di fair trade: c'è chi pensa il fair trade come una semplice caratteristica di uno specifico prodotto, a prescindere dalla natura delle organizzazioni che gestiscono la relazione con il produttore e chi invece ne concepisce una partnership economica tra comunità di piccoli produttori svantaggiati del Sud del Mondo e una rete di organizzazioni del Nord. Per questo il Consorzio Ctm ritiene che a nessuna multinazionale con posizione dominante dovrebbe essere concessa la possibilità di realizzare prodotti fair trade senza avere prima dimostrato di avere applicato in modo strutturale misure di responsabilità sociale di impresa, a partire dal rispetto delle convenzioni ILO e il pagamento di salari adeguati, in tutta la loro produzione.
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Image: attività botteghe - da Altromercato.it
libro su Max Havelaar
30.09.2005 Un forte coro di no dalle organizzazioni italiane di commercio equo all'entrata delle multinazionali nella certificazione Fair Trade. Questo mentre a livello nazionale varie certificazioni di transnazionali sono già fatte o in corso: Mc Donalds in Svizzera, Dole in Francia, Chiquita in Usa, Nestlè in Inghilterra. "Le multinazionali hanno il loro naturale spazio di sviluppo positivo nella Responsabilità Sociale di Impresa (RSI)" scrive Ctm Altromercato secondo cui anche laddove ciò accadesse, i lavoratori di tali imprese non potrebbero essere considerati come “svantaggiati o marginalizzati”, non risultando quindi il principale riferimento del Fair Trade". A questo documento è seguito un comunicato inviato da Transfair Italia dello stesso tono relativo alla posizione espressa sull'articolo pubblicato dal The Guardian e confermato da Agices. Ma a porre domande alle organizzazioni c'è anche la lettera del missionario padre Alex Zanotelli che dopo i dovuti ringraziamenti richiama al rapporto tra il commercio equo e il mondo della grande distribuzione. A seguire la risposta di Monica Di Sisto, componente di Roba dell'Altro Mondo.
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Image: libro su Max Havelaar
30.09.2005 Da oltre un anno è in corso una discussione molto importante per il futuro del commercio equo: l'introduzione delle Transnazionali (TNC) nella certificazione Fair Trade attuata da FLO (Fairtrade Labelling Organisation, casa madre europea degli enti di certificazione nazionali quali Transfair e Max Havelaar). Il 20 settembre 2005 è stato organizzato da FLO un seminario di confronto per avvicinarsi alla decisione finale. Ciò mentre a livello nazionale varie certificazioni di transnazionali sono già fatte o in corso: Mc Donalds in Svizzera, Dole in Francia, Chiquita in Usa, Nestlè in Inghilterra. Tutto ciò ha causato molte reazioni nel commercio equo mondiale e Ctm altromercato è stata da subito in prima fila nel manifestare contrarietà e promuovere iniziative contrarie, culminate nell'aver proposto la mozione votata all'unanimità dai partecipanti alla Conferenza di Ifat (associazione del commercio equo mondiale) a Quito (Ecuador) a inizio maggio 2005. Nell'articolo seguono le posizioni sintetiche di Ctm altromercato in merito, portate come contributo al seminario di FLO del 20 settembre.
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14.05.2005 In occasione della Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale che si svolge oggi in tutte le città italiane è arrivato il messaggio di auguri del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. “Un punto di arrivo di un percorso collettivo che vede i vari soggetti italiani confrontarsi con la neonata Associazione dei Parlamentari per un commercio equo e solidale” ha sottolineato Alberto Zoratti di Roba dell’Altro mondo. Per Andrea Reina, presidente di Assobotteghe nel 2004 il 50,5% degli italiani ha acquistato prodotti solo dopo averli reputati "etici". Rispetto per l'ambiente e garanzie per i diritti dei lavoratori i requisiti ai quali si fa più attenzione. Le parole di Carlo Azeglio Ciampi arrivano a soli tre giorni dal lancio nazionale della Campagna contro lo sfruttamento minorile "Difendiamo i loro diritti". Intanto in Ecuador a Quito si è conclusa l'ottava Conferenza di Ifat, il più grande network del commercio equo e solidale a livello mondiale, con riflessioni e proposte.
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