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Chiama l'Africa

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Features
Locandina del convegno 2006 di Chiama l'Africa
24.04.2006 Una rete permanente di collegamento delle relazioni tra donne africane ed europee, di interscambio e promozione, con reciprocità e pari dignità. E' questa la proposta emergente dal convegno internazionale “L’Africa in piedi con volto di donna”, organizzato da Chiama l’Africa e Cipsi dal 23 al 25 aprile ad Ancona. Le numerose donne africane intervenute auspicano infatti che questa esperienza continui tra donne africane e anche con le donne europee. Guido Barbera, presidente del CIPSI, ha affrontato il tema della Cooperazione internazionale italiana protestando perché i fondi istituzionali del Ministero degli Esteri sono azzerati: "ma la questione è qualitativa" - ha sottolineato - avanzando la proposta di "smettere come Ong di fare progetti per l’Africa" e di "mettere a disposizione le risorse che saranno gestite dalla società civile africana, in dialogo e confronto". E ha lanciato la pratica di partenariato paritario con la società civile africana per progetti culturali e politici e per affrontare le ingiustizie.
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Image: Locandina del convegno 2006 di Chiama l'Africa
Donne africane
27.02.2006 "Riflettori sull'Africa": così potremmo definire il 2005. Per la prima volta il «continente dimenticato» è entrato di peso nell'agenda dei summit internazionali a cominciare dal vertice dei G8 del luglio scorso in Gran Bretagna. Ne è uscito un documento importante, ma soprattutto è stata l'occasione per attivare un movimento di solidarietà popolare, culminato in decine di concerti, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sui drammi delle popolazioni africane. Gli impegni assunti nei vertici sono ancora lontani e spesso i Grandi si sono limitati solo ad enunciarli, senza mettere in moto i meccanismi per poterli realizzare. Ma un fatto rimane: la necessità di guardare all'Africa in modo diverso, a partire da ciò che il continente sta oggi comunicando al mondo. La società civile africana sta infatti assumendo un ruolo sempre più importante e delicato in tutti i settori: dalla politica, all'economia, alla cultura, all'elaborazione di strategie di pace, alla riconciliazione.
di Eugenio Melandri
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Image: Donne africane
11.10.2005 Quando ignoranza e cattivo gusto si fondono, allora salta fuori "La Talpa". E' un programma televisivo di cui ho visto solo una decina di minuti, incuriosito dopo aver ricevuto una mail che diceva di boicottarla e di sommergerla di lettere di protesta. Già la scelta dell'Africa, un continente dove le tragedie si assommano alle tragedie, dove esiste gente povera che fa fatica a vivere, appare come una scelta di cattivo gusto. I nostri signorini a fare il loro spettacolo dal vivo, se ne stiano in Europa o vadano negli USA. Non in Africa dove la loro presenza è offensiva in se stessa. Ma ad aumentare ancora di più lo schifo è stata la gara fatta due settimane fa. Ai concorrenti è stato chiesto – sentite bene – di traccannare 60 litri di acqua nel minor tempo possibile. Se si tiene conto del problema grave dell'acqua in Africa, allora a questo punto non si può tacere. Vorrei invitare i nostri amici di “Chiama l'Africa” a inviare lettere di protesta.

Eugenio Melandri
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21.03.2005 Concludendo la IV edizione del Convegno Internazionale "L’Africa in piedi in aiuto all’occidente" ad Ancona, Eugenio Melandri, coordinatore nazionale di Chiama l’Africa, ben spiega perché in questa occasione non ci sono le cifre dei morti, della povertà, degli aiuti necessari. "Il futuro dell’Africa non può essere l’occidentalizzazione dell’Africa, dobbiamo continuare a fare, basta con il paternalismo e il pessimismo nei confronti di questo continente". "L’Africa non è un continente malato, è questo il problema", sottolinea Anne-Cécile Robert, giornalista di Le Monde Diplomatique e autrice del libro che ha dato il titolo al convegno, L’Afrique au secours de l’Occident.
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20.03.2005 Il convegno "L'Africa in piedi in aiuto all'Occidente", in corso in questi giorni presso l'Università di Ancona, "è uno dei pochi incontri in cui gli italiani più che parlare ascoltano gli africani" - afferma Eugenio Melandri, coordinatore nazionale della campagna 'Chiama l'Africa', impegnata con altri organismi e enti umanitari nel proporre un'immagine del continente diversa da quella tradizionalmente diffusa dai media. La solidarietà ha guidato la discussione odierna, a partire dal riconoscimento dell'essere africano come uomo e donna adulti, in grado di soddisfare i propri bisogni, per primo l'autosufficienza alimentare, per continuare per il riappropriarsi del proprio sapere. Domani la chiusura del convegno.
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