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Comunità di Sant'Egidio
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Features
04.09.2006
Siamo troppo abituati a pensare che la guerra, specie in Africa, sia un male contagioso e inarrestabile. La storia recente del continente, dal Rwanda alla Liberia, dalla Somalia al Darfur, dimostra quanto sia difficile interrompere conflitti all'interno di stati deboli. Le notizie che provengono da Juba, dove il 26 agosto Lord's Resistance Army (LRA) e governo ugandese hanno firmato una tregua, la prima in venti anni di conflitto, dimostrano che talvolta anche la pace può essere altrettanto contagiosa. L'accordo ugandese è un altro successo del metodo di Sant'Egidio: utilizzare ogni sinergia efficace e ricostruire con pazienza la fiducia necessaria per trattative di pace. I colloqui sono stati resi possibili da un'altra pace, quella che nel 2005 ha posto fine al conflitto tra Nord e Sud Sudan. Proprio il neonato governo del Sud Sudan ha coraggiosamente deciso di utilizzare i contatti procurati dalla Comunità di Sant'Egidio e da Pax Christi Olanda, per rendere possibile la trattativa con il misterioso leader dell'LRA Joseph Kony, inavvicinabile da media e diplomazie ufficiali.
di Vittorio Scelzo
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[Uganda]
28.08.2006
Dopo quasi 20 anni dall'inizio del terribile conflitto in Nord Uganda - con oltre 100mila vittime quasi tutte civili che ha costretto oltre 1,5 milioni di persone nei campi profughi - sabato scorso è stato firmato a Juba, capitale del Sud Sudan, un accordo per la cessazione delle ostilità tra il Governo Ugandese e la Lord Resistance Army. "Si tratta di un passo in avanti significativo verso un accordo di pace finale, ottenuto grazie al lavoro che da oltre due mesi vede impegnata nei Juba Talk Peace, la Comunità di Sant’Egidio e il GoSS (governo del Sud Sudan)" - annuncia la Comunità di Sant’Egidio. L'accordo prevede tra l'altro il raggruppamento in due aree delle forze delle LRA/M, il monitoraggio del raggruppamento da parte dell'esercito Sud Sudanese ed una commissione mista di verifica della cessazione delle ostilità che riferirà alla Mediazione aiuti umanitari per la popolazione civile coinvolta.
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Image: Soldati del Lord Resistance Army - da Warnews
08.06.2006
Ieri il parlamento filippino ha approvato, su sollecitazione del presidente Gloria Arroyo, un progetto di legge che abolisce la pena di morte nel Paese. Soddisfazione da parte delle numerose organizzazioni abolizioniste: Amnesty International sottolinea che "con questo provvedimento, le Filippine danno il proprio importante contributo alla tendenza mondiale verso l’abolizione della pena di morte" e la Comunità di Sant'Egidio auspica che "l'esempio delle Filippine induca anche altri Paesi a rivedere i propri sistemi penali nel senso di una sospensione temporanea o definitiva delle condanne capitali". Per la Conferenza Episcopale delle Filippine (Cbcp) con questo voto "finalmente, la nazione cambia una giustizia che uccide con una che guarisce". La legge filippina è stata accolta con soddisfazione anche dal governo italiano. La promulgazione della legge bloccherà automaticamente le condanne a morte emesse contro circa 1.200 detenuti e farà delle Filippine il 25° paese abolizionista, per legge o di fatto, dell’area Asia-Pacifico e il 125° a livello mondiale.
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[Philippines]
Image: Detenuti nelle carceri filippine - da AsiaNews
09.01.2006
Il prossimo 16 gennaio in California, Clarence Ray Allen, un indiano Choctow conosciuto anche come “Orso che corre”, compirà 76 anni. Il giorno dopo, il 17 gennaio, è prevista l’esecuzione della sua condanna a morte. Secondo i suoi avvocati Allen è stato condannato a morte in un processo fortemente dominato dal pregiudizio razziale. Allen ha seri problemi di salute, è diabetico e quasi cieco e può spostarsi solo su una sedia a rotelle. Lo scorso settembre ha avuto un attacco di cuore. Amnesty lancia un appello per salvarlo al governatore della California Arnold Schwarzenegger, che questa mattina ha dichiarato di escludere la possibilità di un’udienza per esaminare la richiesta di clemenza per il detenuto. Lo scorso dicembre Schwarzenegger aveva deciso di non concedere la grazia a Stanley Tookie Williams suscitando la riprovazione delle associazioni per l'abolizione della pena di morte.
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[United States]
Image: L'indiano Choctow Clarence Ray Allen - da AI
14.12.2005
La decisione del Governatore della California di non concedere la grazia a Stanley Tookie Williams suscita la riprovazione delle associazioni per l'abolizione della pena di morte. "La decisione ha coperto la California e l'intero sistema della giustizia americano di una vergogna evitabile e di un crimine a freddo da cui nessuno, né in California, né nel mondo, trarrà beneficio" - scrive la comunità di Sant'Egidio. E oggi Tomizo Ishida, il condannato a morte più anziano del Giappone, compie 84 anni di cui gli ultimi trenta trascorsi nel braccio della morte della prigione di Tokyo. Ishida si è dichiarato colpevole solo dell’omicidio non premeditato della sua compagna, mentre di un secondo omicidio continua a proclamarsi innocente. La confessione gli è stata estorta dopo 148 giorni di interrogatorio in una stazione di polizia, durante i quali non è stato informato del diritto di poter essere assistito da un avvocato. Amnesty International ha promosso per oggi un “e-mail day” con l’obiettivo di far giungere il maggior numero di appelli alle autorità giapponesi in favore di Ishida.
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[United States]
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