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Asia News
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28.11.2006
Gli effetti dello tsunami continuano nonostante l'onda sismica sia passata da tempo. Oltre 2000 i bambini che vivono negli orfanotrofi in Indonesia hanno almeno uno dei genitori vivi e più dell’85% del totale dei minori è stato messo negli istituti dopo il dicembre 2004. "Questo dato indica chiaramente che la catastrofe naturale del 2004, più che creare degli orfani, ha avuto in realtà un forte impatto sulla capacità delle famiglie di prendersi cura dei propri figli" - denuncia Save the Children. E Asianews riporta che nello Sri Lanka dopo lo tsunami il governo ha costruito grandi alberghi, ma non aiuta i piccoli pescatori, mentre aumenta l'invasione dei pescherecci stranieri.
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09.09.2006
"Nonostante l’impegno assunto nel Summit dell’anno scorso di proteggere e promuovere i diritti umani, le autorità cinesi continuano ad applicare politiche che sono causa di gravi violazioni dei diritti umani". È quanto denunciato da Amnesty International alla vigilia del summit tra Unione europea (Ue) e Cina, in programma oggi sabato 9 settembre. Amnesty International ha presentato all’Ue diverse violazioni dei diritti umani in Cina dove proseguono arresti arbitrari di avvocati, giornalisti e attivisti per i diritti umani e migliaia di persone continuano a essere detenute senza accusa né processo. Il Parlamento europeo ha approvato documento sui rapporti Ue-Cina, nel quale, accanto ai problemi economici, c’e’ anche la condanna della politica di Pechino di repressione dei diritti umani e di mancato rispetto della libertà religiosa. Per la prima volta il Parlamento offre il suo sostegno al dialogo tra Vaticano e Cina e viene chiesto alle autorità di Pechino di non oscurare più AsiaNews.
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Image: Un processo in Cina - da Asianews
01.09.2006
Al 14° incontro della sezione asiatica dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), governi, sindacati ed industriali sottolineano la necessità di creare lavori che aiutino la popolazione ad uscire dalla povertà e diano diritti di base a tutti. Il continente asiatico “ha bisogno di qualcosa di più del mero lavoro: qui è necessario introdurre il concetto di impiego dignitoso, ovvero un lavoro che aiuti la popolazione ad uscire dalla povertà e dia diritti di base a tutti”. E' la dichiarazione è stata rilasciata ieri da governi, sindacati ed industriali asiatici riuniti in Corea del Sud per un incontro dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) – uno degli organi delle Nazioni Unite - dal tema “Realizzare un lavoro dignitoso in Asia”. In Asia quasi 10 milioni di persone lavorano come schiavi e il lavoro forzato crea profitti per 9,7 miliardi di dollari all'anno - riporta Asia News.
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Image: Donne in una fabbrica cinese - da asianews
14.08.2006
In Cina si espande il deserto settentrionale e sono sempre più violente le tempeste di polvere sollevate dai venti siberiani, che spazzano l’intera Asia settentrionale. In Cina 1,74 milioni di kmq sono già deserti o desertificati: il deserto copre circa il 18% dell’intera Nazione e un altro 4% è in via di desertificazione. Secondo l’Onu, 400 milioni di cinesi vivono in terre minacciate dalla desertificazione. Mentre avanzano i deserti nord occidentali e l’intera Asia settentrionale è colpita dalle tempeste di polvere, nella Mongolia Interna, esperti italiani e cinesi lanciano un innovativo metodo di riforestazione che permette di fermare il deserto - riporta Asianews. "La desertificazione è un problema globale che affligge un quinto della popolazione mondiale in più di 100 paesi” - aveva ricordato il Segretario generale dell'Onu Kofi Annan, nel messaggio diffuso in occasione della “Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità”, che si è celebrata lo scorso 17 giugno. Il 2006 è stato proclamato dall'Onu “Anno Internazionale dei Deserti e della Desertificazione”.
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Image: Progetto di riforestazione italo-cinese - da Asianews
05.08.2006
Un gruppo composto da 103 intellettuali cinesi ha protestato con una lettera aperta per la chiusura del sito Century China, considerato il portale più influente di scambio intellettuale fra Cina, Hong Kong e Taiwan, ed ha chiesto di non isolare gli intellettuali cinesi. I 103 intellettuali i invitano a siglare una petizione pro-libertà di Internet. La lettera afferma che “la chiusura del sito Century China ha distrutto l’ultimo luogo di incontro online degli intellettuali cinesi” e sottolinea che il gesto “rappresenta non solo la scomparsa di un’eccellente piattaforma interattiva fra il governo e la popolazione, ma blocca anche uno dei canali di comunicazione più usato dai cinesi che vivono in Patria e quelli che sono all’estero. Esilia inoltre il settore intellettuale”.
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Image: Internet sotto controllo in Cina - da Asianews
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