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Associazione ONG Italiane
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Features
19.10.2006
"Accogliamo positivamente l’annuncio della Germania di rilanciare il tema dell’Africa nel prossimo G8, perché le promesse prese negli anni scorsi e in particolar modo al vertice di Gleaneagles non possono essere dimenticate”. Così Luca De Fraia, direttore della policy di ActionAid International commenta le dichiarazioni del primo ministro tedesco Angela Merkel che ha annunciato il ritorno del tema dello sviluppo del continente africano nell’agenda del prossimo G8 che si terrà il prossimo anno in Germania. “A questo punto è essenziale che il Governo chiarisca quale sarà il contributo che l’Italia intende dare al prossimo G8 ed è sempre necessario che si risponda degli impegni presi di fronte alle milioni di persone”. L'Osservatorio Italiano sull'Azione Globale contro l'Aids ha inviato nei giorni scorsi al Governo italiano una lettera per sollecitare il pagamento di 150 milioni di euro con il Fondo Globale per la lotta all'Aids che l'Italia fino ad oggi non ha rispettato.
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[Africa]
06.10.2006
Dal Primo Vertice Mondiale sull'Alimentazione indetto dalla FAO nel 1996 a Roma, il dramma dell'insicurezza alimentare non ha cambiato profilo e le energie per sradicarlo rimangono latitanti. Dal 2 al 4 novembre l'Italia vedrà giungere a Roma Capi di Stato e di Governo da tutto il mondo in occasione del 32° Comitato per la Sicurezza Alimentare della FAO, che prevede quest'anno uno Special Forum FAO, dal 30 a 31 ottobre 2006, in cui delegazioni governative e della società civile si riuniranno per discutere e valutare le azioni e gli impegni finora intrapresi e i risultati di metà percorso ottenuti per raggiungere il 1° Obiettivo del Millennio che prevede entro il 2015 il dimezzamento della fame e della povertà assoluta. Sergio Marelli, presidente del Comitato ha spiegato: "In vista della consultazione oltre 260 organizzazioni e associazioni, ong, movimenti ecologisti e sindacati si sono riuniti nel Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, rappresentando oltre 10milioni italiani, un 1/5 della società civile italiana".
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Image: Crisi alimentare - da Fao
02.08.2006
“Il Governo italiano prenda una posizione sulla deriva dell’Eritrea”. Lo hanno chiesto con urgenza, nel corso di un'interrogazione, un gruppo di parlamentari italiani a fronte di preoccupanti notizie sulla situazione nel paese africano. Il comunicato è stato rilanciato dall'Associazione delle Ong Italiane, 163 Ong associate delle quali numerose negli anni attive in Eritrea, tramite il Presidente Sergio Marelli: "Non ci si deve sorprendere se, davanti a una situazione così drammatica, decine di cittadini eritrei preferiscano la fuga, andando a morire sulle coste italiane, come è successo ancora in questi giorni a Lampedusa". Nei mesi scorsi Tle tensioni tra Italia e Eritrea sono concretizzate nell'espulsione di cittadini italiani, fra cui un diplomatico, e nell'allontanamento di sette Ong italiane. E nel giugno di quest'anno sono state introdotte nuove restrizioni di movimento per tutti gli stranieri nel Paese per limitare potenziali testimoni della condotta repressiva del regime.
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Image: Etiopia ed Eritrea
24.07.2006
Mercoledì il Senato si pronuncerà sulle missioni militari internazionali ed in particolare sulla partecipazione italiana all'Isaf/Nato in Afghanistan. Le 7 Ong (Alisei, Aispo, Cesvi, Coopi, Cosv, Gvc, Intersos) dell'Associazione Ong italiane che operano in Afghanistan che costantemente si coordinano nell'ambito del gruppo "Cooperazione in contesti di guerra" confermano la necessità che sia tenuta distinta l'azione militare da quella civile e umanitaria nel paese. Le Ong operano infatti da sempre in piena autonomia e indipendenza, con proprie finalità e identità. "Chiediamo che sia fatta la massima chiarezza sul mandato dell'Isaf - afferma Sergio Marelli, presidente Associazione Ong italiane - e sulle sue regole di ingaggio al fine di assicurare che la legittima presenza multilaterale di stabilizzazione e sicurezza rimanga tale e non si trasformi in alcun caso in operazione di guerra".
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Image: Forze Isaf in Afghanistan
18.07.2006
Durante il Vertice dei G8 di San Pietroburgo il Presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi, ha proposto al Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan un urgente dispiegamento di una forza di pace per ristabilire la sicurezza nel Sud del Libano, ufficializzando la disponibilità dell'Italia a contribuire alla costituzione di questa forza di pace. "Condividiamo pienamente la proposta avanzata da Prodi - commenta il presidente dell'Associazione ONG Italiane Sergio Marelli - quale misura fondamentale per dare una risposta adeguata da parte della Comunità internazionale al gravissimo deterioramento della situazione nel Sud del Libano. La sottolineatura del Presidente del Consiglio affinché questa forza internazionale debba essere valutata, votata e messa in campo dalle Nazioni Unite mediante una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, è un chiaro segnale di una rinnovata linea di condotta politica che fa del diritto internazionale e della centralità del ruolo dell' ONU nella risoluzione dei conflitti internazionali e nel ristabilimento della pace la condizione imprescindibile e l'asse fondamentale di ogni intervento italiano all'estero.
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Image: Beirut, edifici devastati dalle bombe isralieane
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