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Rete Lilliput
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09.08.2006
La delegazione di organizzazioni della società civile italiana è entrata all’alba del 6 agosto in Libano, dal confine nord con la Siria. Durante il percorso la delegazione apprende che gli israeliani hanno bombardato la strada che congiunge il confine siriano di Airat a Beirut. Il percorso viene cambiato, ma anche al varco di Abuddieh si viene a sapere a pochi kilometri la strada è stata presa di mira dalle bombe israeliane. Si attende l’alba per attraversare il confine e percorrendo la strada costiera sino a Beirut. La delegazione ha incontrato nel pomeriggio rappresentanti delle oltre 120 organizzazioni che si sono unite nel coordinamento delle attività di emergenza a favore della popolazione sfollata nei giardini di Sanaye. All'interno il racconto della delegazione. Gli esponenti delle ONG e della società civile sono tutti concordi nel richiedere “l’ immediato cessato il fuoco e lo stop all‘aggressione da parte di Israele”. La delegazione ha quindi visitato una università e una scuola che sono state utilizzate per accogliere gli sfollati.
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09.08.2006
La delegazione della societa' civile italiana ha completato la sua missione in Libano. "Abbiamo avuto modo di comprendere quali sono i bisogni reali della gente in questo momento parlando direttamente con le vittime: profughi, feriti ricoverati negli ospedali" hanno dichiarato i rappresentanti delle Associazioni pacifiste e delle ONG presenti nella delegazione. Il cessate il fuoco denunciato è stata la richiesta che da gente comune, vittime e istituzioni, è emersa con maggiore forza. "Dare aiuti mentre il conflitto armato è in corso"- ha detto una donna di un quartiere a Sud di Beirut ospitata in una scuola - "è cosa molto importante, ma rischia di essere come riporre qualcosa in un canestro senza fondo". La delegazione ha insistito particolarmente per la costituzione e il rispetto di corridoi umanitari. Al ritorno in Italia, i membri della delegazione chiederanno al Governo Italiano un segno efficace verso la pace interrompendo l'accordo di cooperazione militare con Israele e di farsi portatore in ambito internazionale di un embargo di armi. Inoltre si chiede di Consentire l'attracco delle navi, i collegamenti aerei a scopo medico sanitario, la libera circolazione dei mezzi di soccorso, sono azioni minime consentite dal diritto in situazioni di guerra ma non permesse in questo momento in Libano, dalle forze israeliane.
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Related topics/regions:
[Israel]
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Image: macerie in Libano - da Rainews24
18.07.2006
Glt-nonviolenza e Conflitti della Rete Lilliput interviene sulla questione del rifinanziamento delle “missioni militari” cercando di "uscire dal dibattito a basso prezzo portato avanti dalla politica istituzionale". "Su una ferma e convinta etica della nonviolenza delle relazioni umane si fonda il nostro assoluto rifiuto del ricorso alle guerre, anche quando vengono camuffate e proposte come “interventi umanitari” o “esportazione della democrazia”, celando subordinazioni inconfessabili a potenti alleati o al sistema economico dominante" - afferma la Rete Lilliput. "Non sarà infatti sufficiente il rimpatrio del contingente italiano dall’Irak o dall’Afghanistan, o un nuovo appello alla trasformazione in senso democratico delle Nazioni Unite se non si definisce in maniera trasparente il ruolo che l’Italia vuole svolgere per contrastare la logica della guerra infinita. Occorre affermare con chiarezza che una vera politica di pace deve adoperarsi per rimuovere le “cause strutturali” prodotte dall’attuale modello di sviluppo capaci di aumentare le disuguaglianze e ridurre in miseria miliardi di persone.
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Image: Afghanistan: il comando italiano annuncia la morte dei due militari
27.06.2006
La conclusione del Doha Round, la definizione degli accordi Epas (Economic Partnership Agreements) con i Paesi Acp (Africa-Caraibi e Pacifico), veri e propri accordi di libero commercio, e gli impatti dell'accordo Gats in materia di liberalizzazione dei servizi essenziali, sono tre ambiti sui quali vorremmo costruire mobilitazione e fare pressione politica sulle istituzioni. Sono questi mesi cruciali per la chiusura Round negoziale, che non a caso si realizza nei mesi estivi quando l'attenzione della società civile è più bassa. È per questo importante mantenere alta l'attenzione e far sentire la nostra voce, rivendicando il diritto dei Paesi del Sud a scegliere lo sviluppo che vogliono e non a vederselo imposto. A fine luglio i Paesi membri della Wto si incontreranno al General Council di Ginevra per concludere il Doha Round. Per questo Fair, in collaborazione con Tradewatch, sta promuovendo un viaggio organizzato da Mani Tese in Svizzera per il 26 e 27 luglio prossimi con pulmini organizzati. E' un'opportunità di poter partecipare alle mobilitazioni internazionali sulla Wto, un altro modo per contribuire, in maniera equa e solidale, ad un commercio più sostenibile.
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Image: ©
24.05.2006
Nonostante il Regolamento sulle Sponsorizzazioni lo vieti espressamente, il Comune di Roma si avvale, per il Festival delle Letterature aperto il 18 Maggio alla Basilica di Massenzio, di uno sponsor armato come Mercedes Benz, marchio del gruppo Daimler Chrysler proprietario a sua volta dell’EADS, coinvolta nella produzione di armamenti ad ampio raggio in violazione della Convenzione di Ginevra e, tramite la partecipazione in MBDA, nello sviluppo di armamenti nucleari. Sono questi i motivi che hanno spinto Oppidum, il neo-costituito Osservatorio Popolare Permanente su Imprese e Diritti Umani, ad inviare una segnalazione urgente al Sindaco Veltroni e al Comitato Etico, incaricato della valutazione ‘etica’ sugli sponsor e presieduto da Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. Oppidum, progetto del Tavolo dell'Altraeconomia di Roma, si occupa di monitorare i comportamenti delle imprese e ha prodotto una scheda sui comportamenti contestati del gruppo Daimler Chrysler.
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Image: Walter Veltroni aderisce a Control Arms
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