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CRIC - Centro Regionale d'Intervento per la Cooperazione

Il Centro promuove progetti di sviluppo e di promozione nel settore agroalimentare, sociosanitario, informazione e comunicazione, organizzazione del lavoro, riutilizzo delle risorse del territorio, informatica e formazione professionale.

Primary web addresses
http://www.cric.it/
Main Address
Via Monsolini, 12 - 89100 Reggio Calabria
Country
Italy
External phone number
(090) 2935420
Main Telephone
(0965) 812345
Joined OneWorld
01.01.1999

Features
macerie in Libano - da Rainews24
09.08.2006 La delegazione della societa' civile italiana ha completato la sua missione in Libano. "Abbiamo avuto modo di comprendere quali sono i bisogni reali della gente in questo momento parlando direttamente con le vittime: profughi, feriti ricoverati negli ospedali" hanno dichiarato i rappresentanti delle Associazioni pacifiste e delle ONG presenti nella delegazione. Il cessate il fuoco denunciato è stata la richiesta che da gente comune, vittime e istituzioni, è emersa con maggiore forza. "Dare aiuti mentre il conflitto armato è in corso"- ha detto una donna di un quartiere a Sud di Beirut ospitata in una scuola - "è cosa molto importante, ma rischia di essere come riporre qualcosa in un canestro senza fondo". La delegazione ha insistito particolarmente per la costituzione e il rispetto di corridoi umanitari. Al ritorno in Italia, i membri della delegazione chiederanno al Governo Italiano un segno efficace verso la pace interrompendo l'accordo di cooperazione militare con Israele e di farsi portatore in ambito internazionale di un embargo di armi. Inoltre si chiede di Consentire l'attracco delle navi, i collegamenti aerei a scopo medico sanitario, la libera circolazione dei mezzi di soccorso, sono azioni minime consentite dal diritto in situazioni di guerra ma non permesse in questo momento in Libano, dalle forze israeliane.
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Related topics/regions: [Israel] [Lebanon]
Image: macerie in Libano - da Rainews24
19.11.2005 Giornata di manifestazione nonviolenta contro il i lavori di costruzione della Barriera metallica larga 70 metri nei pressi del villaggio cristiano di Aboud, sul confine tra Israele e la zona palestinese. Una preghiera dei manifestanti mussulmani e cristiani con il Mufti Tamimi e l'Abuna Hatalla della Chiesa Greco Ortodossa è stata bloccata dai lacrimogeni ad altezza uomo che hanno ferito un uomo ustionato al viso. Nessun lancio di sassi da parte palestinese. Da ricordare che la Barriera e' parte del progetto generale del "Muro di Separazione", nonostante non sia destinata a difendere il territorio israeliano da eventuali incursioni di attentatori suicidi. Intanto dall’organizzazione Cric arriva la notizia che lo scorso 14 novembre il cooperante Meri Calvelli è stato respinto dalla sicurezza israeliana per generici "motivi di sicurezza", dopo 26 ore passate tra intimidazioni e minacce e dopo una notte rinchiusa in cella. "Israele, ostacolando il lavoro delle organizzazioni umanitarie in Palestina, mostra ancora una volta netta opposizione ad ogni processo di pace!” esprime una nota del Cric sottoscritta da un cartello di organizzazioni italiane.
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Related topics/regions: [Palestine] [Israel]
18.11.2005 Il 14 novembre scorso Meri Calvelli, rappresentante paese per il CRIC (Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione), stava rientrando in Palestina dopo un breve periodo passato in Italia. Al controllo passaporti all'aeroporto Ben Gurion Meri è stata fermata dalla sicurezza israeliana ed è stata sottoposta ad un lungo interrogatorio alle 3:00 del mattino, cui ne sono seguiti altri per tutta la giornata, intervallati da lunghe attese, finché alle 15:00 si è vista rifiutare l'ingresso in Israele. Né il Consolato né l'Ambasciata italiana , intervenuti in aeroporto, hanno potuto comprendere le motivazioni della sicurezza israeliana o accedere ad alcuna informazione che potesse fermare o almeno chiarire l'assurda decisione, giustificata, come sempre e' accaduto nei moltissimi casi simili, da generici "motivi di sicurezza". Alle 5:00 del mattino del 15 novembre, dopo 26 ore passate tra intimidazioni e minacce e dopo una notte rinchiusa in cella, Meri è stata imbarcata su un aereo per l’Italia. Per questo il Cric, col sostegno di altre organizzazioni chiedono quanto lo status da cooperanti nei territori occupati verrà conferita la dignità e la sicurezza che merita rispetto ai soprusi di Israele.
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