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Un ponte per...

Nata nel 1991 a seguito dei bombardamenti sull'Iraq come campagna "Un ponte per Baghdad", promuovendo iniziative umanitarie in favore della popolazione irachena, colpita dalla guerra e in opposizione all'embargo, l'associazione ha allargato il proprio raggio d'azione.

Primary web addresses
http://www.unponteper.it
Main Address
Via della Guglia, 69/A - 00186 Roma
Country
Italy
Main Telephone
06 6780808
Joined OneWorld
28.03.2002

Features
09.09.2006 Siamo stati a Beirut in missione di pace per vedere la guerra dal basso, con gli occhi di chi la subisce, come abbiamo sempre fatto in passato, in Iraq, in Turchia, a Belgrado, ancora in Iraq. Abbiamo visto la distruzione delle vite e del futuro cui giorno dopo giorno la popolazione del Libano era sottoposta, abbiamo ascoltato più e più volte la richiesta di cessate il fuoco immediato, abbiamo anche ascoltato le aspettative che l'Italia facesse la sua parte da protagonista. Il cessate il fuoco non è la pace, ma è la condizione affinché alla pace si possa almeno aspirare, perché sino a che cadono bombe e partono missili non vi è speranza e, giorno dopo giorno, si muore. Il cessate il fuoco è arrivato, tardivo, reticente, ambiguo e fragile, ma è arrivato. Subito i Libanesi sono ritornati nei propri luoghi ed hanno cominciato a ricostruire. Ora è decisivo che le armi continuino a tacere. Molte altre cose sono necessarie per la pace, ma la prima è che tacciano le armi. - di Un Ponte per
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delegazione a Presidente
11.08.2006 “Al Governo Italiano si richiede un segno efficace verso la pace interrompendo l'accordo di cooperazione militare con Israele approvato nel maggio 2005 e di farsi portatore in ambito internazionale di un immediato embargo di armi delle parti in conflitto”. Questo punto è parte delle richieste fatte al Governo Prodi dalla delegazione di organizzazioni della societa’ civile italiana da pochi giorni tornata dal Libano. Nel documento di sintesi si rilancia alla società civile italiana la richiesta di riprendere con forza una mobilitazione per la pace in Medioriente. Sabato 12 agosto un convoglio umanitario guidato dalla società civile libanese e internazionale, partirà da Beirut alle 7 di mattina alla volta di Tiro, per portare aiuti alle popolazione colpite del sud. E’ la prima azione di interposizione autorganizzata dalla società civile, per fermare la guerrra, che partirà da Beirut per il sud, sfidando le bombe.
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Image: delegazione a Presidente
macerie in Libano - da Rainews24
09.08.2006 La delegazione della societa' civile italiana ha completato la sua missione in Libano. "Abbiamo avuto modo di comprendere quali sono i bisogni reali della gente in questo momento parlando direttamente con le vittime: profughi, feriti ricoverati negli ospedali" hanno dichiarato i rappresentanti delle Associazioni pacifiste e delle ONG presenti nella delegazione. Il cessate il fuoco denunciato è stata la richiesta che da gente comune, vittime e istituzioni, è emersa con maggiore forza. "Dare aiuti mentre il conflitto armato è in corso"- ha detto una donna di un quartiere a Sud di Beirut ospitata in una scuola - "è cosa molto importante, ma rischia di essere come riporre qualcosa in un canestro senza fondo". La delegazione ha insistito particolarmente per la costituzione e il rispetto di corridoi umanitari. Al ritorno in Italia, i membri della delegazione chiederanno al Governo Italiano un segno efficace verso la pace interrompendo l'accordo di cooperazione militare con Israele e di farsi portatore in ambito internazionale di un embargo di armi. Inoltre si chiede di Consentire l'attracco delle navi, i collegamenti aerei a scopo medico sanitario, la libera circolazione dei mezzi di soccorso, sono azioni minime consentite dal diritto in situazioni di guerra ma non permesse in questo momento in Libano, dalle forze israeliane.
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